Nei mesi scorsi anche sul nostro territorio ha avuto i primi riscontri la class action intentata da 600 imprese in tutto il Paese contro il cartello di produttori di camion che, tra il 1997 ed il 2011 ha alterato i prezzi dei veicoli con conseguenti danni economici per le imprese di trasporto. 35 imprese reggiane hanno ricevuto un indennizzo da alcune delle case costruttrici coinvolte.

Arriva un ulteriore successo in questa lotta a tutela delle piccole imprese: il Tribunale di Milano ha riconosciuto le ragioni di Fita CNA determinando risarcimenti da 13mila euro a veicolo. Una sentenza storica per un’iniziativa iniziata nel 2017, quando l’Associazione, con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e di A.L.I. Antitrust Litigation Investment SpA, promosse un’azione risarcitoria assumendosi la responsabilità di una battaglia lunga e con controparte i colossi industriali che producono autocarri.

A distanza di dieci anni, il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza che, sebbene non sia ancora passata in giudicato, è già destinata a fare storia nel contenzioso antitrust italiano. Nel primo giudizio relativo al “Cartello dei Costruttori di Autocarri” instaurato dagli associati CNA Fita, i giudici hanno riconosciuto alle imprese un risarcimento dell’8% sul prezzo di acquisto, corrispondente a una media di 13.000 euro per singolo camion (interessi inclusi), indennizzo che riguarderà anche cinque imprese modenesi, oltre alle dodici già citate. La decisione del Tribunale conferma la validità di una scelta che già nel 2017 era stata premiata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come migliore iniziativa nel mondo associativo, e che oggi si traduce in un risultato concreto a tutela delle imprese di autotrasporto.

“Questa sentenza – dichiara Maurizio Messori, presidente CNA Fita Reggio Emilia – testimonia la lungimiranza della nostra associazione. Mentre il mercato offriva soluzioni sbrigative da 700 euro a mezzo, noi abbiamo lottato per restituire dignità e reale valore economico ai nostri trasportatori”. La sentenza, cui si è giunti stante il rifiuto di alcune case costruttrici a qualsiasi soluzione transattiva equa, riconosce così un risarcimento che supera la media che i tribunali europei liquidano in via equitativa (circa il 5%).

Il risultato conferma il ruolo della rappresentanza associativa come lo strumento di tutela più efficace per le piccole e medie imprese.

CNA Fita ricorda che è ancora possibile aderire all’azione per richiedere i rimborsi sul cartello autocarri (veicoli 1997-2011). Per maggiori informazioni, Agnese Crotti: 0522 356538, agnese.crotti@cnare.it