La Regione Emilia-Romagna ha approvato un nuovo progetto della rete ITS (percorso biennale post diploma): ITS PURPLE (Prevention HydraUlic Risk Protection Land and Energy) sulla gestione del rischio idrogeologico.
Il percorso è nato dall’esigenza di imprese pubbliche e private di formare tecnici superiori per la gestione del rischio alluvione e la riduzione del rischio idrogeologico ma anche della valorizzazione sostenibile del territorio, coniugando il tema dell’efficienza energetica. Il progetto partirà nell’ autunno del 2026.
Il corso, rivolto a 21 studenti, prevede 2.000 ore tra lezioni frontali, attività laboratoriali, esercitazioni sul campo e tirocini presso imprese, consorzi ed enti specializzati. Formerà tecnici qualificati nella prevenzione e gestione del rischio idrogeologico, nell’utilizzo di tecnologie avanzate per il monitoraggio (droni, lidar, telelaser), nella manutenzione delle infrastrutture, nella gestione di dighe e invasi e nella valorizzazione dei servizi ecosistemici in un’ottica di transizione ecologica.
Giorgio Zanni, Presidente della Provincia di Reggio Emilia
«L’attivazione dell’ITS PURPLE è un’iniziativa che parla di formazione e di futuro dei nostri giovani e del nostro territorio, con una logica di estrema attualità. La sicurezza delle nostre comunità e dei nostri concittadini, la capacità di riconoscere e prevenire le fragilità territoriali, la possibilità di studiare, conoscere e approfondire tali criticità e i fenomeni climatici, geologici e idraulici che – in maniera sempre più attuale – determinano tali situazioni in gran parte dei territori italiani, diventano oggi la base per generare nuove professionalità, competenze e opportunità di lavoro qualificato utili ai nostri territori e all’intero Paese. Per la Provincia di Reggio Emilia si tratta di un ulteriore e importante tassello strategico della nostra offerta formativa: un percorso che unisce scuola, istituzioni, imprese e mondo tecnico, e che dà ai giovani strumenti concreti per diventare protagonisti di uno sviluppo sempre più aggiornato e attento dei territori in cui vivono”
Le figure che verranno formate in questo nuovo corso porteranno nelle nostre comunità quelle conoscenze su cui dobbiamo investire sempre di più, sia per accompagnare la transizione ecologica delle nostre filiere, sia per prevenire il dissesto e preservare il territorio, considerando che l’Emilia-Romagna è una delle regioni col più alto rischio idrogeologico. Non a caso il nuovo Patto per l’Emilia-Romagna porrà al centro della nostra strategia di sviluppo la sicurezza e la sostenibilità ambientale. I giovani che usciranno dall’ITS PURPLE, collocato in Appennino proprio per la vicinanza ai territori montani che più di altri necessitano di studi e interventi di difesa, potranno così trovare un’occupazione di qualità sapendo di contribuire al cambiamento di questa regione.»
I tecnici formati saranno in grado di pianificare e gestire interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico, monitorare e analizzare dati territoriali e idrometeorologici attraverso tecnologie digitali quali GIS, BIM, droni e sensori IoT, diagnosticare criticità e proporre soluzioni per la riduzione degli impatti ambientali e la resilienza climatica, garantire la conformità alle normative ambientali, alla sicurezza dei cantieri e ai piani di protezione civile.
Il percorso integra l’offerta complessiva della Fondazione ITS TEC dal punto di vista della copertura territoriale sia per i profili professionali formati.
Emanuele Ferrari, Sindaco di Castelnovo ne’ Monti e Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino
«Il ruolo di Castelnovo ne’ Monti nella creazione di questa proposta è strettamente legato alla strategia territoriale dell’Area montana interna della Regione (STAMI). La strategia si chiama Montagna dei saperi e l’obiettivo è avere alcuni Hub diffusi, con Castelnovo che oggi è già il polo formativo di riferimento per quanto riguarda gli Istituti superiori, arrivando a costruire qui anche un polo per la formazione post-diploma che rappresenterà una grande innovazione formativa e tecnologica sul territorio. Prevediamo l’istituzione di 9 Hub che verranno progettati e realizzati nei prossimi anni in 9 comuni: i 6 appartenenti all’Unione Appennino, più Canossa, Baiso e Viano che rientrano nella STAMI insieme alla stessa Unione. Il ruolo di Castelnovo è un ruolo di connessione, di servizio a un percorso che vede nell’investimento sul capitale umano e nel lavoro per le nuove generazioni la priorità assoluta, a partire dalla costruzione di occasioni e percorsi formativi che ne rappresentano il cuore strategico e pulsante.
Il significato per il territorio deriva dall’idea che, per lavorare allo sviluppo e creare le condizioni affinché le persone non solo restino in Appennino ma siano attratte qui per realizzare i propri progetti di vita, d’impresa e di crescita personale, occorre investire anzitutto sulle persone. In questo caso parliamo di formazione tecnica superiore, strettamente collegata alle dinamiche di fragilità ma anche alle potenzialità di sviluppo del territorio: tecnici formati su manutenzione, prevenzione e gestione del dissesto, ma anche sulla valorizzazione dei servizi ecosistemici dell’Appennino. Si crea così una relazione biunivoca tra centro e territori, in un dialogo paritario.»
Tra i partner coinvolti figurano, oltre a importanti consorzi di imprese del settore, le Università di Parma e Modena-Reggio Emilia, ENEL Green Power, IREN, il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, AIPO e CNA Formazione.
Il percorso sarà coordinato da CNA Formazione, sede di Reggio Emilia. Per maggiori informazioni, CNA Formazione Emilia-Romagna, Rif. Francesca Ranuzzini, e-mail ranuzzini@cnafoer.it, tel 0522 1880737 – mobile 331 3368917.


