Alla Cineteca di Bologna, si è tenuto Digital Way – Sblocca il futuro, l’evento di CNA Emilia-Romagna, in collaborazione con CNA Bologna, dedicato alla digitalizzazione delle imprese del turismo e del commercio. Plenaria al mattino con relatori nazionali, quattro workshop nel pomeriggio per lavorare sul concreto.
A introdurre la giornata, Laura Sillato, Presidente CNA Turismo e Commercio Emilia-Romagna, ha inquadrato il problema di fondo: il viaggiatore spesso è già “AI native”, la gran parte dell’offerta turistica ancora no.
“Questa è un’occasione importante per parlare con le PMI e con le istituzioni di come la digitalizzazione incide concretamente sul settore. Le imprese hanno bisogno di essere supportate in un periodo complesso: ci aspettiamo che le istituzioni le accompagnino con incentivi concreti per restare al passo con questo mondo.”
Digital Way

Le conclusioni della plenaria sono spettate a Paolo Cavini, Presidente CNA Emilia-Romagna:

“La digitalizzazione è il futuro delle imprese, questo è chiaro. Le PMI già utilizzano il digitale, ma quello che conta è come vengono governati i processi di cambiamento. L’intelligenza artificiale è un bicchiere mezzo pieno: una grande opportunità, ma va saputa orientare. Anche il negozio avrà la sua evoluzione, e tutto ciò che riguarda turismo e commercio cambierà profondamente. È una nuova epoca.”
Paolo Cavini

La visione della Regione è arrivata con Roberta Frisoni, Assessora al Turismo, al Commercio e allo Sport della Regione Emilia-Romagna:

“Oggi il digitale è parte integrante della qualità dell’offerta e della competitività del sistema. Come Regione siamo impegnati con un insieme coerente di politiche: dal bando sugli hub urbani al nuovo bando da 10 milioni di euro per le imprese del commercio, fino al lavoro strutturato sul sistema dell’ospitalità. Il turismo di domani si costruisce attraverso una strategia integrata. Iniziative come questa aiutano le imprese a tradurre la consapevolezza in azione.”

 


Ad aprire i lavori anche Antonio Gramuglia, Presidente CNA Bologna, e Luisa Guidone, Assessora all’Economia di vicinato e al Commercio del Comune di Bologna.

“Abbiamo nel DNA la capacità di fare impresa su un territorio che è pronto ad ascoltare il futuro, perché quel futuro è già arrivato. Il digitale non è più un’opzione: solo le aziende che sapranno innovare potranno crescere e non scomparire. I clienti sono cambiati, le loro aspettative sono esplose: oggi non vince chi è più grande, ma chi sa raccontarsi meglio.”
“Il lavoro sul digitale non sviluppa solo un prodotto, ma anche emozioni. Digitalizzare non vuol dire standardizzare. È una strada da tracciare insieme – imprenditori, comuni, regione e governo – costruendo qualcosa a misura di impresa, a misura di persone.” Luisa Guidone – Assessora all’Economia di vicinato e al Commercio, Comune di Bologna

La plenaria

Il primo intervento è stato di Mirko Lalli, fondatore di The Data Appeal Company ed esperto indipendente per la Commissione Europea su AI e innovazione digitale. Il tema: chi controlla i dati, controlla la narrazione. E oggi quella narrazione avviene sempre più dentro i modelli di linguaggio, non sui motori di ricerca tradizionali.
La media è di oltre 200 siti consultati prima di una prenotazione. L’AI sta comprimendo questa filiera in pochi risultati: chi non è tra quelli non esiste nel processo decisionale del viaggiatore, ancora prima che la scelta venga fatta. Lamentarsi di non comparire negli LLM non serve, ha detto Lalli: serve capire come funzionano e agire di conseguenza.
“Siamo entrati nella fase della delega: non chiediamo più all’AI solo suggerimenti, le chiediamo di prenotare. Prima le persone cercavano su un motore di ricerca e poi decidevano, oggi questa filiera si è accorciata e ricevono direttamente un paio di raccomandazioni. Questo cambia completamente il marketing turistico.”
Una nota di ottimismo, però, Lalli l’ha lasciata: per fortuna la maggior parte delle persone preferisce ancora avere a che fare con altri esseri umani durante il viaggio. La relazione rimane il cuore dell’esperienza. E in questo, una formazione più umanistica e poliedrica – capace di combinare competenze tecniche e capacità relazionali – è e sarà sempre più un vantaggio.
Matteo Caccia, autore e conduttore di Radio 24, ha lavorato sul versante opposto e complementare: non la visibilità algoritmica, ma la voce. Il suo intervento – costruito attorno al progetto VendoTutto – ha dimostrato come lo storytelling autentico è uno strumento potentissimo.
“Raccontare la verità, l’autenticità, vuol dire creare legami veri. E i legami veri si trasformano in fiducia, e la fiducia in scelte d’acquisto. Ogni impresa ha una storia che vale la pena raccontare.”
Il punto, ha spiegato Caccia, è che nel momento in cui l’AI standardizza la comunicazione di massa, saper raccontarsi con autenticità diventa un vantaggio competitivo misurabile.
Luca Politano, Marketing Manager di UPM Group, ha portato in sala – con una demo dell’Holobox disponibile all’ingresso – due tecnologie che stanno ridefinendo l’esperienza in-store: la stampa 3D applicata al retail e gli espositori olografici progettati con AI.
“La stampa 3D non è una tecnologia recente, ma la sua applicazione al mondo del retail e del turismo lo è. Non è solo per le grandi catene: parliamo anche di info point, attività turistiche, piccoli esercizi. È una tecnologia di produzione additiva: gli sprechi sono ridotti a zero, produci solo ciò che ti serve, con bioplastiche a base di amido di mais. E soprattutto non ha bisogno di stampi: massima libertà geometrica, dall’idea alla realizzazione in modo immediato.”
Accanto alla stampa 3D, Politano ha presentato espositori con effetto olografico e fotorealismo assoluto, progettati e sviluppati con AI, e avatar interattivi capaci di dialogare con il pubblico in tempo reale. Strumenti pensati per andare in entrambe le direzioni: dalla grande industria al piccolo esercizio commerciale.
Emma Taveri, CEO di Destination Makers e membro del comitato scientifico BTO Firenze, ha chiuso la plenaria con un intervento sul marketing territoriale che ha allargato il perimetro della conversazione.
“Vogliamo un turismo compatibile con una crescita reale delle destinazioni, con servizi più sostenibili. E c’è un mercato enorme che stiamo ancora ignorando: quello dell’accessibilità. Le persone con forme di disabilità hanno bisogni ed esigenze specifiche, e l’offerta turistica italiana su questo fronte è ancora molto indietro. È un’opportunità di mercato concreta, oltre che una questione di civiltà. Per fortuna ci sono PMI che stanno innovando in questa direzione.”

Creatività come forma di inclusione e attrattività territoriale: questo il filo conduttore dell’intervento di Taveri, che ha ricordato come esistano già programmi e bandi dedicati a questi temi, e come le destinazioni che li intercettano si stiano costruendo un posizionamento difficile da replicare.


I workshop pomeridiani

Nel pomeriggio la Cineteca si è trasformata in laboratorio. Due sale in parallelo, stesso obiettivo: uscire con qualcosa di applicabile.
Nella Sala Mastroianni, coordinata da Alfredo Canelli (CNA Digitale Ravenna): Giorgia Corniola e Daniele Righi su fotografia, AI e valore percepito; Luca Zarantonello e Maximilian Romani su come costruire il proprio “primo dipendente AI” per automatizzare recensioni, post e comunicazioni con i clienti senza perdere la voce autentica dell’impresa.
Nella Sala Scorsese, coordinata da Emanuela Bertini (Presidente CNA Comunicazione e Terziario Emilia-Romagna): Emi Paolo PalmaAlessandra Catania ed Elisa Guidarelli su social locali e turismo pet friendly – un segmento da oltre 7 milioni di italiani che viaggiano con animali, con il 66% che fatica ancora a trovare strutture adeguate; Flavio Mazzanti e Matteo Telentinis su inbound marketing e storytelling data-driven per trasformare i contenuti in prenotazioni reali.