Un’ottantina le donne e gli uomini che hanno deciso di informarsi su una delle forme più diffuse ma meno conosciute di violenza di genere, la violenza economica, partecipando a “Libere di scegliere, consapevoli per decidere”, convegno organizzato da CNA Reggio Emilia nella splendida cornice della sala del “Portico dei Marmi”, ai Musei Civici cittadini. “Come CNA sistema (associazione e servizi), abbiamo pensato che fosse importante – commenta Beatrice Sgarbi, vicepresidente di CNA Reggio Emilia – parlare di violenza economica alle donne ma anche agli uomini. Decidere di farlo come sistema ha avuto un significato importante perchè testimonia l’impegno di CNA Reggio Emilia nei confronti della parità di genere, all’interno dell’Associazione e all’esterno, per farci portavoce di un tema in cui crediamo molto”.

Grazie ai brillanti interventi delle due docenti universitarie, i partecipanti al seminario hanno approfondito un tema spesso sottovalutato ma ben radicato, soprattutto considerando le radici storiche e culturali che l’hanno sostenuto dal Medioevo al secolo scorso. “Basti pensare alla dote – spiega Loredana Garlati, professoressa di Storia del diritto medievale e moderno all’Università degli Studi di Milano Bicocca – che è una delle prime forme di violenza economica che conosciamo. Con la dote, una donna era venduta al marito e quindi trattata come una proprietà. Può sembrarci una pratica lontana ma la dote è stata abolita soltanto nel 1975 con la riforma del diritto di famiglia italiano, in cui si sancisce la parità giuridica tra i coniugi e abolita la figura del marito capofamiglia”.

In seguito all’excursus storico giuridico della professoressa Garlati, è intervenuta Maria Gaia Soana, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università degli Studi di Parma, illustrando al pubblico che cos’è la violenza economica, come riconoscerla e soprattutto come difendersi. “L’istruzione è da sempre l’arma più potente che abbiamo – commenta la professoressa Soana – e momenti di divulgazione come questo contribuiscono a comprendere quali sono le forme di violenza economica che una donna può subire nella sua vita, fornendo strumenti concreti per difendersi. Chi ha detto che le donne non possano occuparsi di finanza, gestione del patrimonio o investimenti ? È ora di eliminare questi stereotipi e pregiudizi di genere, dimostrando che le donne hanno le stesse capacità degli uomini “.

Il seminario è proseguito con il racconto di Luz Romero, ideatrice e promotrice del progetto di avvio d’impresa “Lavoratorio in cucina” (sostenuto anche da CNA Impresa Donna), che ha raccontato ai presenti in sala come questa idea imprenditoriale abbia dato la possibilità a molte donne di imparare come gestire le proprie finanze e fare impresa, per ottenere autonomia e indipendenza. Infine, la presidente di CNA Impresa Donna, Ilenia Azzato, ha concluso il convegno con la promozione del nuovo tavolo di lavoro sull’educazione finanziaria per imprendtrici e libere professioniste, in partenza a fine mese.