“Abbiamo un grande bisogno di voi pensionati. Siete attivi, determinati, motivati e profondamente legati alla CNA. Potete svolgere un ruolo decisivo nel trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’artigianato e dell’impresa diffusa”. Lo ha detto Otello Gregorini, segretario generale della CNA, in chiusura della Direzione nazionale di CNA Pensionati in programma oggi a Roma presso la sede nazionale.
“Questa primavera rinnoveremo l’accordo con il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara proprio per rigenerare il legame tra scuola e il mondo della piccola impresa, un mondo che purtroppo fra i giovani non è visto in termini positivi”. “Serve più che mai il vostro aiuto – ha chiarito Gregorini rivolgendosi ai pensionati – proprio perché solo voi potete comunicare al meglio il valore dell’artigianato, dal momento che gli avete dedicato la vita”. Il Segretario Generale ha poi richiamato al senso di appartenenza e alla forza collettiva dell’organizzazione, anche in vista di un traguardo simbolico. “Quest’anno – ha chiarito – celebriamo gli 80 anni della CNA. Non è solo una ricorrenza, ma un momento per riscoprire una visione di sistema. Dobbiamo essere tutti presenti, tutti coinvolti. Saremo, fra dirigenti locali e dipendenti, oltre 6mila, tutti chiamati a remare nella stessa direzione per ottenere risultati importanti”.
Allargando lo sguardo, Gregorini è entrato nel merito delle difficoltà economiche e geopolitiche. “Viviamo in una fase permanente di emergenza: dal Covid in poi non siamo più tornati a una vera normalità. Guerre, energia, inflazione, sono tutti fattori che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione delle imprese” – ha aggiunto. In questo contesto, secondo il Segretario Generale della CNA, serve maggiore coerenza nelle politiche nazionali ed europee. “La politica estera e le scelte economiche non possono essere altalenanti – ha chiarito – alle imprese servono stabilità e chiarezza altrimenti si fa davvero fatica a investire”.
La piccola impresa è stata al centro del suo intervento. “C’è un problema culturale – ha chiosato Gregorini – si continua a leggere il Paese attraverso la lente della grande impresa: 5 milioni di piccole imprese vengono messe in secondo piano rispetto a circa 100mila grandi aziende. Questa fotografia deve cambiare: le piccole imprese, che rappresentano la struttura portante del Paese, devono venire prima delle grandi. Non è una contrapposizione, ma una questione di equilibrio e riconoscimento”. Gregorini ha poi insistito sul legame tra PMI e territorio: “le grandi aziende possono spostarsi dove conviene. Le piccole no: sono radicate, tengono vivi i territori, soprattutto nelle aree interne e montane. Senza di loro, molti luoghi sarebbero deserti”. Da qui la richiesta di un cambio di paradigma nelle politiche industriali e finanziarie.
Nel corso della direzione il Segretario Nazionale di CNA Pensionati, Mario Pagani, ha illustrato alla platea il Piano Strategico Pluriennale e il Piano di Lavoro 2026, entrambi approvati all’unanimità dalla Direzione di CNA Pensionati.
Lino Donzi, Responsabile nazionale gestione risorse economiche e finanziarie della CNA, ha invece spiegato il Rendiconto economico, Preconsuntivo 2025 e Preventivo 2026 di CNA Pensionati.
A salutare la platea a nome del Presidente nazionale Dario Costantini è stato, invece, il vicepresidente nazionale Claudio Bettazzi.
Il Presidente di CNA Pensionati, Lorenzo Marchetti, ha moderato i lavori. Quest’ultimo ha ricordato l’importanza di unire le forze per rappresentare i pensionati del lavoro autonomo attraverso il CUPLA, che coordina le associazioni dei pensionati dell’artigianato, del commercio e del mondo agricolo. “Quella del CUPLA è una esperienza unitaria che va replicata in tutti i territori – ha spiegato – il nostro compito, infatti, non è soltanto quello di essere ascoltati, ma di farci comprendere fino in fondo, affinché alle parole seguano azioni concrete”.
Facendo riferimento agli obiettivi di CNA Pensionati Marchetti ha poi chiarito: “Le nostre parole d’ordine continueranno a essere salute e sanità universalistica; previdenza e pensioni eque; assistenza per tutti i soggetti fragili della società”. “Il benessere non è solo legato a indicatori economici come il PIL o l’indice Dow Jones – ha aggiunto – questi strumenti non tengono conto di elementi fondamentali quali la salute delle famiglie, il livello di istruzione, la solidarietà e, più in generale, tutto ciò che rende realmente significativa la vita delle persone”. Occorre costruire un nuovo modello di protezione sociale, un nuovo welfare che metta al centro l’essere umano. Un percorso, questo, in cui la CNA come forza sociale, e con essa CNA Pensionati, possono essere determinanti” – ha concluso.


