Una mattinata di confronto, con uno sguardo molto concreto sul futuro, ha accompagnato l’assemblea di CNA Pensionati Emilia-Romagna: un approfondimento sulle sfide della sanità pubblica regionale, tra risorse, servizi territoriali, liste d’attesa e non autosufficienza.
Ad aprire i lavori è stata Laura Sassi, presidente di CNA Pensionati Emilia-Romagna, che ha richiamato il valore dei rinnovi degli organi dei mesi passati come “momento democratico” capace di “aprire le porte a nuovi delegati e nuovi presidenti”, portando energie, idee e determinazione. Un passaggio non solo formale: “Vogliamo sostenere le nuove idee”, ha ribadito, sottolineando l’importanza del confronto con i territori e presentando la proposta di piano operativo 2026, centrato sulla capacità dell’associazione di intercettare bisogni reali e tradurli in azioni.

Protocollo, rappresentanza e piano di mandato 2026
Nel suo intervento, Maria Francesca Picchio, referente regionale di CNA Pensionati Emilia-Romagna, ha posto l’accento sul tema della rappresentanza e delle alleanze istituzionali: dal lavoro nel CUPLA, che produce analisi e proposte “di grande valore”, fino al rapporto con INPS e al percorso di collaborazione avviato attraverso protocolli di intesa. Un punto chiave, ha evidenziato, è il reciproco coinvolgimento nelle iniziative, per promuovere una visione capace di leggere la transizione demografica e sociale. Nel piano di mandato 2026 Picchio ha indicato anche una priorità interna: rafforzare l’area sociale e intercettare in modo più efficace i “pensionandi”, accompagnandoli e coinvolgendoli nel passaggio all’associazione.

“In un Paese dove cresce la povertà, serve rafforzare la rete e la comunicazione”
Il presidente nazionale di CNA Pensionati Lorenzo Marchetti ha allargato lo sguardo al contesto generale, ricordando come lo scenario internazionale attraversato da guerre e conflitti si sommi, in Italia, a fragilità economiche sempre più estese: milioni di persone in povertà assoluta e relativa, con conseguenze dirette su qualità della vita e accesso alle opportunità. In questo quadro – ha sottolineato – diventa ancora più importante la comunicazione come leva per ampliare la base associativa e rendere visibili le battaglie e i servizi messi in campo.

Sanità pubblica regionale: le priorità tra liste d’attesa, territorio e telemedicina
Il cuore della parte pubblica dell’assemblea è stato dedicato alla sanità, tema “di grande interesse” per CNA Pensionati anche per l’evoluzione dell’età media della base associativa. Sassi ha introdotto il confronto partendo da un documento di lavoro e da una fotografia delle risorse: un bilancio regionale che destina alla sanità una quota rilevante del totale, con investimenti anche su non autosufficienza e spese sanitarie extra.
Accanto al riconoscimento di un sistema tra i più solidi a livello nazionale – con un numero significativo di pazienti che arrivano in regione per curarsi – Sassi ha indicato con chiarezza le criticità che incidono di più sulla vita delle persone: liste d’attesa per visite e diagnostica, rischio di rinuncia alle cure e conseguente aumento dei costi nel tempo, appropriatezza delle prescrizioni, bisogno di potenziare prevenzione e corretti stili di vita. Sul versante organizzativo, l’attenzione si è concentrata sull’estensione degli orari ambulatoriali, sul ruolo dei medici di medicina generale, sulla necessità di migliorare informazioni e accesso ai CAU, e sul completamento delle infrastrutture territoriali: Case della salute, Ospedali di comunità, personale sanitario disponibile e prospettive legate alla formazione medica.
Ampio spazio anche al tema della telemedicina, indicata come opportunità per ridurre il carico sulle strutture e garantire continuità di cura, soprattutto per le persone fragili e sole. Ma perché funzioni davvero – è stato sottolineato – servono integrazione tra medicina di base e specialistica, accompagnamento e alfabetizzazione digitale per non lasciare indietro chi è più anziano. Da qui l’idea di un lavoro di ascolto e di iniziative sul territorio, anche attraverso indagini e percorsi di informazione e formazione.
Non autosufficienza e fragilità: “la vera emergenza”
Un altro punto emerso con forza è quello della non autosufficienza, definita “il problema più grosso del momento”: cresce infatti il numero di anziani soli, spesso donne molto anziane, e le famiglie faticano a trovare risposte immediate tra posti letto, centri diurni e assistenza domiciliare ancora insufficiente rispetto al bisogno. La sfida comune, è stato ribadito, è rendere possibile per le persone “restare a casa il più possibile”, con servizi di prossimità e strumenti come la telemedicina a supporto.

Il contributo della Regione e il ruolo delle associazioni
L’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi ha ribadito un principio che ha attraversato più interventi: la salute è un investimento, non un costo da comprimere. Ha richiamato la responsabilità di salvaguardare la sanità pubblica come bene comune e ha riconosciuto la crescente preoccupazione dei cittadini per il futuro del sistema.

A portare la voce del mondo dell’impresa è stato Paolo Cavini, presidente di CNA Emilia-Romagna, che ha evidenziato la crisi profonda del sistema sanitario dopo il Covid e, soprattutto, il tema del sottofinanziamento nazionale rispetto ad altri Paesi europei. Cavini ha sottolineato come, a fronte delle scelte difficili necessarie per garantire tenuta e servizi, sia indispensabile che la politica nazionale recuperi una visione di lungo periodo: investire in salute significa creare benessere, produttività e coesione sociale. Le conclusioni sono state di Mario Pagani, segretario nazionale CNA Pensionati. Nel suo intervento ha richiamato anche i nodi strutturali: vincoli sulle risorse, difficoltà sul personale sanitario, il ruolo della fiscalità generale e la necessità che i cittadini possano vedere risultati tangibili degli sforzi richiesti.


