CNA Reggio Emilia

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Federalismo: serve un cambio di rotta

mussini_005Lo chiede CNA assieme a una riduzione degli sprechi e della pressione fiscale

Dopo una prima battuta di arresto del 3 febbraio in Commissione bicamerale, il Governo riparte con il progetto di federalismo fiscale. CNA Reggio Emilia chiede però un deciso cambio di rotta rispetto ai contenuti del provvedimento votato in Commissione bicamerale.

"Non ci piace - dichiara il Presidente Tristano Mussini - un federalismo che rischia di determinare un forte aumento dei livelli di tassazione a carico delle imprese. Vogliamo invece un federalismo fiscale vero che riduca gli sprechi, le inefficienze, la spesa pubblica improduttiva e il pesante carico fiscale che grava sulle imprese".

Il progetto governativo di federalismo fiscale rischia invece di non cogliere gli obiettivi più volte enunciati.

Non vengono ancora definiti i costi standard dei servizi per migliorare i livelli di efficienza della pubblica amministrazione e tra le scelte negative vi è la conferma della riduzione dei trasferimenti statali ai Comuni e pari a 1,5 miliardi nel 2011 e 2,5 miliardi nel 2012, in aggiunta ai tagli già subiti negli ultimi anni, e che determinerà la scelta di molti Comuni di aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini e delle imprese.

In effetti è prevista contemporaneamente la possibilità di aumentare da subito le addizionali Irpef per circa la metà dei Comuni (quelli con aliquote inferiori allo 0,4%) e per tutti a partire dal 2013. A Reggio Emilia sarebbero 22 su 45 i Comuni che potrebbero aumentare le addizionali, non appena approvato il federalismo fiscale, e dal 2013 potrebbero prendere analoga decisione anche tutti i restanti Comuni.

"Ma il vero e proprio pericolo per le imprese - continua il Presidente Mussini - riguarda la scelta di istituire una nuova imposta comunale "Imup", che avrà la medesima base imponibile dell'ICI, che colpirà le imprese con una tassazione ben più pesante dell'aliquota media ICI del 6,4 per mille oggi applicata dai Comuni. L'Imup avrebbe infatti un'aliquota ordinaria del 7,6 per mille che produrrebbe un aggravio per le imprese del 19% rispetto all'ICI (del 33% con aliquota Imup pari al 8,5 per mille)."

"L'unica certezza ad oggi è quindi quella di un pesante aggravio fiscale per i lavoratori e pensionati, con lo sblocco delle addizionali Irpef, e per le attività produttive dal 2014 con l'aliquota IMUP più alta di quella ICI. E' quindi assolutamente necessario intervenire per apportare decisi miglioramenti al progetto di federalismo fiscale con l'obiettivo di riconoscere una giusta maggiore autonomia ai Comuni, ma cogliendo i propositi di maggior efficienza e di riduzione della spesa improduttiva e del carico fiscale per cittadini e imprese".


Download delle tebelle dell'addizionale Irpef

 
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