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Motorizzazione: ai disagi per le revisioni si aggiungono i ritardi per le immatricolazioni

Aldo BondiBondi, Presidente CNA Fita: "Se non ci saranno presto dei chiarimenti passeremo ad azioni concrete per risolvere una situazione paradossale"

CNA Reggio Emilia di nuovo in campo per denunciare una situazione paradossale per le imprese di trasporto reggiane, costrette a fare i conti ancora una volta con ritardi e inadempienze della Motorizzazione civile. Ai disagi per la mancanza di un'idonea fossa d'ispezione a Reggio che costringe da mesi gli autotrasportatori a effettuare le revisioni dei mezzi o nelle officine con costi aggiuntivi o nelle sedi della motorizzazione di Parma o Modena, si aggiungono, inoltre, le criticità derivanti dal processo di trasferimento delle competenze relative agli albi provinciali dalla Provincia alla Motorizzazione.

Uno dei requisiti indispensabili per esercitare la professione dell'autotrasportatore è l'idoneità finanziaria, che può essere dimostrata con certificazione di bilancio o garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa. "In questa fase di transizione – spiega Aldo Bondi, presidente provinciale CNA Fita - né la Provincia né la Motorizzazione hanno stabilito quale polizza assicurativa accettare. Questo ha allungato i tempi di rinnovo per molti trasportatori che stanno aspettando da febbraio l'accettazione delle polizze".

In sintesi, chi vuole immatricolare un mezzo in motorizzazione, rischia di non riuscire a farlo perché la stessa Motorizzazione, che non ha deciso quali polizze accettare, gli imputa la mancata idoneità finanziaria.

IMG 4575-001"Nei primi quattro mesi dell'anno, prima che il trasferimento delle competenze dell'albo fosse pienamente operativo - incalza la responsabile provinciale di CNA Fita Nilde Montemerli - abbiamo aspettato che la provincia decidesse quale polizza fideiussoria accettare, senza risposta. Da maggio aspettiamo che a deciderlo sia la motorizzazione! Intanto, chi come molti dei nostri associati vuole immatricolare nuovi mezzi o ampliare la propria attività rischia di non riuscire a farlo".

Oggi si fa sempre di più riferimento, in particolare nel settore degli autotrasporti, alla questione legalità e rispetto delle norme. Un dovere sacrosanto per le imprese, che dovrebbero al contempo essere messe in condizione di poterlo fare senza rimetterci di tasca propria.

"Purtroppo come era ampiamente prevedibile – continua Montemerli - si stanno verificando tutti i limiti, che CNA FITA ha evidenziato pubblicamente a più riprese, di un sistema che non ha le risorse per garantire un servizio efficiente a migliaia di trasportatori senza gravi disagi e pesanti conseguenze economiche. Se fossimo in un Paese in cui le regole sono uguali per tutti, credo che qualcuno dovrebbe rispondere di interruzione di pubblico servizio".

A questo punto, la domanda che si pongono gli autotrasportatori reggiani è: chi paga per tutto questo?

"Se non ci saranno chiarimenti a breve – conclude il presidente Bondi - e la garanzia che i ritardi non imputabili alle nostre imprese non avranno ripercussioni sui conti delle aziende, CNA si mobiliterà per mettere in campo azioni concrete per sensibilizzare chi di dovere a risolvere una situazione davvero insostenibile".

 
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